RE Rheinard “MARC IV” e la paura di vincere (degli altri)

Ebbene si, Rheinard è riuscito nell’impresa di fare poker di titoli mondiali aggiungendo il suo primo sigillo con la 1/12 alla serie di tre titoli conquistati con le Touring ottenuti nel 2004, 2008 e 2010 in tre differenti continenti. Ora che è tornato negli USA, dove vinse il suo primo titolo, si è regalato gioia della corona della 1/12.

Prima di pensare seriamente alla touring è il caso di fare qualche considerazione sulla classifica di questo campionato mondiale.
Innanzi tutto quello che sembrava poter essere un vincitore “sicuro”, almeno dal pronostico iniziale, non ce l’ha fatta nonostante partisse dalla pole position e solo un’ultima vincente terza finale gli ha permesso di stare sul podio in seconda posizione davanti a un eccezionale Kitazawa.
Scorrendo i punteggi della classifica si nota su carta quanto visto dai video, cioè quanto sia stata combattuta la gara su questa pista quasi atipica per la 1/12, infatti è molto scorrevole e poco “spigolosa” senza passaggi particolarmente stretti come spesso si vede in questa categoria.

Tecnicamente c’è poco da notare anche se non passa inosservato che tutti o quasi sono tornati a usare la batteria trasversale arretrata abbandonando, almeno per questa gara, le batterie avanzate longitudinali che abbiamo recentemente visto.
Gomme come sempre bassissime, praticamente solo colla o poco più sfruttando quello che secondo me è un buco del regolamento dove non è previsto un diametro minimo accettabile.
Per i resto non sembra esserci stato un prodotto “superiore” gli avversari. Macchine e piloti che dopo 8 minuti su una pista da 9” scarsi a giro terminano idealmente il tempo di gara a 15 secondi di distacco chiudendo in 7° posizione… non si può dire che la gara non sia stata particolarmente tirata. Marc nelle 2 finali che ha corso ha mostrato i suoi due lati migliori, la superiorità prestazionale in finale 1 che non sempre si riesce ad avere in gara e la concentrazione e la voglia di vincere in finale 2, cosa che a questi eventi l’ha sempre caratterizzato come il migliore. Ho avuto la fortuna di vederlo correre dal vivo, non per web come oggi e perdere o vincere alcuni eventi di livello internazionale, qualche europeo e alcuni mondiali. La cosa che mi ha sempre stupito è la sua capacità di ottenere il massimo nelle situazioni difficili. Un po’ di fortuna ma soprattutto tanta, ma tanta voglia di vincere che gli permettono di puntare in alto anche in caso di palesi difficoltà.
Non posso dimenticare due eventi,cui ho avuto la fortuna di assistere. Il primo è il mondiale a Collegno di touring, dove con un mezzo palesemente inferiore riuscì quasi a vincere la gara, non fosse stato per una bussata da dietro che subì, forse Moore non ce l’avrebbe fatta. La seconda e più importante è quando nel 2009 vinse l’europeo indoor senza correre, o meglio rompendo la macchina nella finale decisiva nel tentativo di conquistare una posizione, situazione che mandò in panico l’avversario, cosa che indubbiamente oggi ha un po’ frenato in finale 2 il pole sitter. Marc vince chiudendo solo due finali e le qualifiche strettamente necessarie per qualificarsi. In tutte le altre prove ruppe la macchina! Lo stesso anno in Spagna lo vidi dominare nell’off road con una supremazia quasi imbarazzante in certi tratti di pista quando nelle finali, per aggiudicarsi la gara, osò senza sbagliare dei passaggi considerati controproducenti fino a quel momento.
Ma veniamo un attimo ai fatti attuali.
In gara 1 il modello CRC di Marc era decisamente più redditizio della Yokomo di Matsukura, anche se il più veloce in pista era Hagberg con X-ray che l’ha tallonato per parecchio tempo. Maaaa… lo svedese ha sbagliato “pesantemente” nel traffico, dove a dire il vero aveva sbagliato anche Rheinard anche se in modo inferiore e poco significativo al fine del risultato. Il risultato è che ha vinto la manche superando il giapponese, contenendo gli attacchi dello svedese e gestendo il vantaggio nel finale senza perdere ritmo e concentrazione.
In gara 2 invece la superiorità velocistica del pilota X-ray l’ha portato a tamponare l’attuale 4 volte campione mondiale. Dall’incidente si notano due cose. La prima il rispetto e correttezza che questi piloti hanno degli avversari. Come fece Marc con Spashett 10 anni fa, anche Alexander si è fermato ad aspettare l’avversario, indipendentemente dal tempo di recupero! La seconda cosa che si nota è che da questo momento i due piloti hanno mostrato i loro punti di forza e le loro debolezze. Lo svedese si è perso nel traffico, mentre il tedesco si è messo in caccia del primo posto di Matsukura recuperando dalle retrovie. A pochi giri dal termine il giapponene a suon di giri “lenti” (rispetto l’avversario diretto) si è fatto quasi raggiungere e con un paio di errori commessi da solo, senza traffico o altri problemi, ha chiuso retrocedendo addirittura in 4° posizione.
Marc è per la 4° volta iridato e secondo me l’ha fatto alla sua maniera, senza mostrare una superiorità tecnica ma una superiorità mentale. Non ha sbagliato, quando c’era da inseguire non ha perso la testa e quando era davanti, in pratica:
“non ha avuto paura di vincere”.

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Aspettando il tournig…
bye bye

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