VBC Lightning F box test

di Andrea Brianza

Matteo Prestinari di http://www.veromodellismo.com ha fornito al gruppo MRC una piccola serie di nuovi modelli VBC da portare in pista. Una l’ho avuta tra le mani io e ora vi racconto un po’ come è andata. Innanzi tutto quella che ho avuto io per il box-test è la Lightning F, cioè il modello formula che segna un netto stacco dal precedente modello, la Flash04. Rispetto il vecchio modello è cambiato praticamente tutto. Potrei quasi azzardare che nessun pezzo sia compatibile tra i due. Diverso sistema di sospensione anteriore, link posteriori dritti e montati larghi, assale non più metrico, diversi anche i banchini motore e pure l’ammortizzatore centrale non è rimasto incolume da modifiche. Una scelta coraggiosa da parte della casa, visto che la Flash04 era già considerata da molti una delle migliori macchine in circolazione.

Ma veniamo a noi. La Lightning si presenta in una compattissima scatola piuttosto piatta e completamente nera. All’esterno della scatola, fissato con un adesivo di garanzia, una fascia con le informazioni necessarie. Foto del modello e qualche nota legale.

DSCF6911 copia

Apro e trovo tutto ben confezionato in sacchetti separati per fasi di montaggio e tipologia.
Un ottimo libretto d’istruzioni, con disegni chiari e immagini a misura reale delle viti da usare. Insignificante il refuso nelle primissime pagine, che non compromette nulla, ma è simpatico notare che le istruzioni inziano… Chi lo trova?

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Trovo un sacchetto unico con al suo interno tutte le viti del modello, anzi ce ne sono un po’ in più. Ovviamente non sono divise per misura. Subito noto che tutte le viti sono personalizzare, con la dicitura VBC Racing punzonata sulla testa.

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Le prime e semplici fasi di montaggio riguardano il trattamento del bordo di taglio del telaio di carbonio. Molto leggero al tatto non sembra essere diverso dal solito carbonio da modellismo, quindi non è non “strutturale”. La conferma è data visivamente nel momento in cui passo la colla cianoacrilica sul bordo del telaio. Durante la fase di asciugatura noto una leggera schiuma, sintomo che c’è aria all’interno del materiale che cerca di uscire. Non spaventatevi… è il mio solito scetticismo nei confronti di un materiale che non amo particolarmente e che mai nei modelli RC troveremo di alta qualità e resistenza.

Passo al banchino motore dove le lavorazioni e le riprese sono eccezionali, non ci sono bave, punti di fine taglio o altre imperfezioni che spesso si trovano in altri prodotti.
Noto che le spalle hanno la sede per gli eccentrici molto ampia, infatti ospitano oltre alla boccola per l’altezza da terra anche una mezzaluna che serve a decidere la posizione dell’eccentrico. In basso o in alto. Dopo aver fatto un paio di misure decido che Urs, il pilota proprietario del modello, inizierà con l’eccentrico a 2 pallini montato in alto.
Nel montare l’eccentrico ho dovuto aiutarmi con una robusta pinza. La plastica è molto precisa e non so decidere cosa sia peggio: limare l’esterno dell’eccentrico per calzarlo agevolmente o rischiare di comprimere il cuscinetto interno.
Faccio un test… forzo il pezzo nella sede… e calzo il cuscinetto che entra senza particolari problemi. Pulisco bene le bave di stampa e basta. E via di pinza o martello se andranno cambiati!
Il supporto alettone in carbonio e alluminio è semplicemente…. ottimo!

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Castello e link sono montati, ora si passa a costruire il gruppo centrale della lightning.
Qualche colonnina, carbonio e si arriva al supporto delle molle laterali.
Questa è una zona molto delicata dei nostri modelli. Il grano deve essere il più verticale possibile e la sua regolazione il più precisa possibile. Qui si influisce sulle quote dei piani statici del modello (il tweack) e sulla compressione delle molle. Insomma è LA zona delicata, dove non mi piace e non mi è mai piaciuto intervenire anche quando c’erano le vecchie T-bar. Qui si fa il 75% del set up del modello, o meglio il 75% delle volte che la macchina ha problemi gravi… la soluzione sta qui, tra molle, smorzatore laterale e link. Personalmente sostituirei i grani con vidi di lunghezza calibrata e dado di fermo. Vero che limito la possibilità di precomprimere le molle, ma è anche vero che per indurire l’assetto della macchina io cambio le molle, non le comprimo 🙂
Il grano forza molto nella sua sede e tende a sfogliare il carbonio. In VBC sono stati un po’ estremi con il design in questa zona. Allargare leggermente il foro con una lima a coda di topo aiuta.

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Il differenziale è oggettivamente uno dei migliori che ho avuto occasione di vedere in giro.
L’assale, unica pecca la misura di 6,35 mm (1/4”), è in acciaio ben lavorato, perfettamente dritto e con la “spalla” del differenziale già spinata e incollata.
Le ralle di scorrimento delle ben 16 sfere appoggiano su o ring con tutti i benefici tipici dello storico assale corally, ma con minori ingombri. Il bello del differenziale e assale VBC arriva ora… non serve precisione nel suo montaggio e il trascinatore ruota destro ha una sede fissa a incastro, dando il giusto gioco all’assale sul banchino. Tutto si monta bene senza dover controllare nulla.
Il differenziale è disegnato come quasi tutti gli altri. Il cuscinetto di “spinta” su cui si scaricano le forze del dado di regolazione è metrico (5×11), quindi facile da reperire a qualità e prezzo buono, ma gli altri, quelli che sono praticamente eterni invece sono in pillici.
Ultima chicca… per la spina di fissaggio del “tappo”. Non serve il grano. C’è un o-ring che genera l’attrito necessario a poter rimuovere senza fatica la spina, ma sufficiente a non farcela perdere quando smontiamo la ruota.

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ora vi lascio… ci aggiorneremo più avanti per finire la macchina con la parte anteriore.

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