Prova di coraggio “in euro’s championship and club race”

Prendo coraggio dalle polemiche che sono nate dopo il contatto all’europeo off 1/8 tra Bayer e Baruffolo, entrambi sono due amici, anche se Martin lo vedo molto raramente e non mi fa mai fotografare la sua macchina :).
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Leggo di una decisione discutibile su cui mi sono fatto un’idea personale, ma soprattutto leggo di un meccanico che minaccia e intimorisce un’altro meccanico, non voglio nemmeno sapere chi siano… Storie purtroppo già viste e che nel mio piccolo cerco di combattere. In 30 anni di modellismo RC (29 di gare) ho troppe volte visto gente arrivare a picchiarsi ai box; indecente. Indipendentemente dalle ragioni lo trovo indecoroso e meritevole di allontanamento istantaneo dal circuito di gara, come previsto dal regolamento e soprattutto dal buon senso, dal senso civico, dall’educazione e dal rispetto per le persone: pubblico e partecipanti! Tralascio gli aspetti penali di queste situazioni perché non essendo avvocato non ne so abbastanza, ma immagino che gli estremi per denunce mirate, in questi casi, non sia difficile trovarne e torno alla memoria ad una gara recente da dove si evince un comportamento sistematico e organizzato che alcuni “presunti uomini” praticano sui campi di gara.

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Domenica di gara in pista, tutto bello e tranquillo, ma ad un certo punto, durante una finale… SBAM! Incidente in pista. Un contatto di gara irregolare come purtroppo ce ne sono tanti… Subito arrivano i soliti fastidiosi urli e fin qui… nulla di veramente grave: è solo fastidio. Il direttore di gara prende la sua decisione. Fin qui nulla di strano vero? Normali situazioni di gara, ma poi??
Ma poi… quando la pista è popolata da presunti “professionisti in contrassegno”, da personaggi discutibili o da inutili tifoserie da stadio ecco che le cose cambiano.
Circa 15 minuti dopo il fatto ho assistito a scene indecorose, con piloti (si, plurale, sono stati più di uno in più momenti, di diverse fazioni e pareri) che osano permettersi di rimproverare pubblicamente e lungamente uno dei giudici di gara. “Rappresentanti di squadra”, se così si possono definire, figure che nel nostro mondo non dovrebbero nemmeno esistere, che hanno il coraggio, l’arroganza e la strafottenza di dire cose irripetibili, offendendo, mettendo in dubbio obiettività e capacità di chi si impegna per dare correttezza alla gara, minacciando ritorsioni, violenze e sentenziando che è meglio non avere un direttore di corsa.
Cose inaudite che in altri sport porterebbero sicuramente a squalifiche e a pesanti sanzioni. Ma da noi no, non è possibile! Quando a questi (per me inutili) soggetti serve siamo sport! Quando serve siamo solo hobby! Quando serve siamo solo li a giocare! In realtà siamo sempre tutto questo, come è tutto questo in qualsiasi altra disciplina sportiva a qualsiasi livello: dal calcio, alle freccette, alla Formula 1, al biliardo… …al poker. Il brutto è che queste “differenze” si usano sapientemente per giustificare i comportamenti non corretti o per far passare come inezie errori che compromettono la gara di altri, imponendo in modo intimidatorio la propria opinione.
Questi ingiustificabili atteggiamenti sono un problema! A molti, vedendo questa arroganza e mancanza di rispetto, può realmente passare la voglia di correre.
Un arbitro può sbagliare! Anzi sbaglia sicuramente molte decisioni durante un evento sportivo! Deve obbligatoriamente farlo, anche nel dubbio deve prendere una posizione! Non può vedere tutto e non può prendere sempre la decisione migliore e più corretta per ognuna delle molteplici situazioni di gara che si creano, ma deve farlo ed è normale che possa sbagliare. Se per qualunque motivo non interviene (semplicemente perché non ha visto) di fatto ha preso una decisione. È sempre difficile decidere di fermare o non fermare un pilota dopo un contatto di gara. Ma una cosa è certa. Ogni decisione che un arbitro prende è inappellabile. Giusta o sbagliata che sia a quella decisione ci si deve attenere. Accetto solo le contestazioni a mezzo video post gara, ma nulla di più. Non accetto urli, non accetto minacce, non accetto arroganza, non accetto la violenza verbale, inutile dire che non accetto nemmeno le minacce e le aggressioni fisiche.
Pubblico e piloti devono accettare la decisione arbitrale, anche se poi si dovesse scoprire che è palesemente sbagliata, come a volte succede.
I commenti, i rimproveri, la violenza morale applicata al giudice per giunta non sono nemmeno arrivati dai piloti coinvolti; cosa ancora più indecente, ingiustificabile e immorale! Siamo arrivati esattamente allo stesso basso e infimo livello che vediamo in altri sport, dove a prescindere dalla decisione presa, una delle tribune invade il campo e picchia arbitro e avversari! Dove un dirigente di squadra tormenta un arbitro per ottenere un vantaggio. Atteggiamenti al limite, se non già dentro, la definizione di illecito sportivo. Quando leggiamo sui quotidiani storie di soldi, gare truccate, arbitri obbligati a concedere vantaggi, restiamo allibiti e diciamo: da noi non succede!
Oserei quasi dire: Falso!
È ora di dire: Basta!
È ora di allontanare gli attori di queste commedie dalle piste!
Si deve trovare il coraggio di farlo!
Non importa quanto si credano importanti queste persone! Alla lunga sono deleterie per l’ambiente!
Se si facesse, domani saranno tutti, ripeto TUTTI, più corretti e non solo quelli mandati a casa oggi. Se non si torna ad avere rispetto reciproco tra piloti sarà sempre più difficile giocare e divertirsi. Andranno a sparire per primi quelli che interpretano il nostro sport ancora come un momento di puro e semplice svago e quelli che non hanno interessi reali o presunti nel nostro piccolo mondo! Non è facile squalificare e allontanare un pilota, ma bisogna farlo! Io l’ho fatto. L’ho fatto con un buon amico che ha bestemmiato sul palco ad un campionato italiano amsci.
Certo, i giudici possono e devono migliorare, devono essere onesti e giudicare senza pregiudizi, ma la loro parola deve mettere fine a ogni discussione.
Se poi i piloti avessero le palle per ammettere i propri errori e riconoscere il valore degli avversari, mostrando il coraggio di essere onesti, allora sarebbe bello e facile lavorare per far divertire gli altri e la pista sarebbe un ambiente pulito e sano dove far crescere un figlio o recarsi con la famiglia.
Non si chiede di arrivare a fare un gesto come Luz Long, cioè di arrivare ad aiutare l’avversario più pericoloso durante le olimpiadi perdendo di fatto la medaglia d’oro in un’epoca storica molto difficile, semplicemente si chiede di essere uomini.
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Berlino, 1936: Long (a destra) riceve la medaglia d’argento per il salto in lungo; sul gradino più alto Jesse Owens, a sinistra Naoto Tajima

Ma così…con quanto visto… così passa la voglia di fare qualsiasi cosa: passa la voglia di giocare, passa la voglia di correre e quel che è peggio passa la voglia di organizzare… questi atteggiamenti mi hanno allontanato dall’amsci, quando riuscivo a portare 90-100 piloti alle gare, ma così…
così andrà a finire che ci troveremo nei piazzali a girare in tondo tra lampioni e tombini.

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