Mistral Fenix Formula RC-car

001 IMG_0164 copiaclick to enlarge

Mistral… per gli amanti della vela, del mare e delle lunghe e sabbiose spiagge libere è il tipico vento della costa azzurra francese… in pratica quello che dalla parte nostra del confine italo-francese si chiama Maestrale; per chi ama il windsurf è il nome di una nota e storica casa produttrice di tavole e vele; per chi come me ha prestato servizio nella nostra gloriosa Marina Militare Italiana è il nome di una classe di navi della “concorrente” Marina Militare Francese; per chi ama le auto storiche (sempre come me) è una meravigliosa Lamborghini; ma per chi come Mr. Fenix ama solo la Formula 1… il Mistral può essere solamente il rettilineo del Paul Ricard di Le Castellet.

002 mistral copiaclick to enlarge

Per me è tristemente associabile alla scomparsa nel 1986 di De Angelis. Per un guasto tecnico Elio morì durante una tragica giornata di test con la sua Brabham BT55, la famosa “sogliola”…e per noi nati negli anni 70 Elio era un mito.

Lotus team mates Nigel Mansell, left, and Elio de Angelis Austrian GP, Osterreichring, 14 August 1983click to enlarge

Di fatto il Mistral è un lungo dritto che segue la direzione dell’omonimo vento con alla fine una piega molto insidiosa, affrontabile in pieno sono dai migliori piloti. Quelli che hanno piede, testa, assetto, coraggio e tanto pelo sullo stomaco! Un posto dove gente come Ken Tyrrell si recava durante i test per capire chi realmente avesse la stoffa del campione nonostante il mezzo guidato.
Mistral, dopo I-mola e Su-zuka, continua la serie di nomi ispirati alla storia delle epiche gare automobilistiche in casa Fenix.
Oggi la Mistral è un kit completo. Castello motore, telaio, sospensioni… tutto è progettato in Lombardia da Giorgio.
Le uniche eccezioni alla matita di casa Fenix sono il differenziale, l’ammortizzatore, le molle, i portamozzi e pochi altri pezzetti stampati di plastica che si trovano già sul mercato e che, oggettivamente, sono già di ottima qualità. Perchè cambiarli? Insomma siamo di fronte a un progetto completo, ci sono anche la scatola e il libretto istruzioni.
Non siamo più di fronte a un semplice buon prodotto artigianale, oggi non abbiamo più un semplice sacchetto con dentro dei pezzi per trasformare un modello già esistente. Ora abbiamo un vero e proprio modello RC da competizione in kit.
Un prodotto da esporre in vetrina nei negozi, destinato anche a quei clienti che vogliono assemblare il kit in modo facile, che comprano e non vogliono pensare a nulla di diverso da quanto scritto sulle istruzioni di montaggio. Non è più un prodotto destinato solo ai meccanici esperti con tanta voglia di “creare” una macchina pressoché unica e differente dal solito prodotto di mercato.
Mistral è il nuovo che avanza. Le premesse tecniche per un roseo futuro commerciale ci sono tutte, ora è solo questione di marketing e di tanta, ma tanta fortuna per ritagliarsi un angolino di mercato in un mondo che spesso è poco meritocratico e segue troppo certe mode o brand solo per il nome che portano e la continua e snervante pubblicità che fanno.

Scatola
I campioni ricevuti di pre-produzione hanno la confezione di cartone bianco, molto semplice con una grossa etichetta bianca applicata all’esterno. In nero la scritta Mistral con il logo Fenix fa la parte principale delle grafica, mentre la descrizione del contenuto è in dialetto; personalizzabile secondo la regione o nazione di destinazione.
Soluzione simpatica e allegra, per ora è da completare e da rifinire come grafica.

Istruzioni
Le istruzioni esistono in formato elettronico, realizzate con dei render del progetto 3D realizzato da Giorgio. La base è bianco/nero con solo poche cose a colori. Oltre ai disegni molto chiari il libretto riporta le informazioni principali con le misure delle viti, le principali quote da tenere e qualche schematica informazione o consiglio pratico per il montaggio. Semplice, accattivante e completo di quanto necessario per un buon assemblaggio. Aspetto la versione definitiva visto che stiamo montando due macchine pre-serie e a noi fortunati mancano un paio di pagine che sono in via di definizione.

004 DSCF1308 copiaclick to enlarge

Carbonio
Tanto carbonio lavorato, di buona qualità, rigido e, contrariamente a quanto si vede con altri “brand”, poco poroso. È piuttosto duro da lavorare. Giorgio, ancora una volta in controtendenza al mondo, non ha guardato al suo risparmio di costi, ma solo alla qualità del prodotto! Il bello è che quando ho passato il ciano sui bordi questo non è stato minimamente assorbito dal materiale, segno che è compatto e ben strutturato come materiale. Questo non è il “cartonio” che troppo spesso troviamo spezzato in pista conseguenza diretta di quanto dicevamo prima riguardo le mode e i brand!
Le lavorazioni meccaniche sono ben fatte e piuttosto precise, non ci sono bave o schegge.
Il telaio ha ingombri di 260 mm per 113 mm e grazie al suo spessore di 2,5 mm pesa solo 51 grammi. La rigidità di questo semplice piano è notevole. Il disegno si fa notare per la ridottissima dimensione della parte posteriore, dove si alloggerà la batteria, che si oppone alla larghezza dei punti di leva dei link, dando al pianale una caratteristica forma a Pinetto Natalizio o Asso di Picche.
Tutte le altre parti fresate in carbonio sono fatte con lo stesso ottimo materiale.

005click to enlarge

Sospensione anteriore
Si monta facilmente. Tutto si costruisce su colonnine filettate con piani di carbonio e uniball. I tiranti regolabili dei bracci superiori sono su uniball Awesomatic, oggettivamente tra i migliori che ci sono in giro. Il supporto della sfera per il pin e il portamozzo sono di casa Saxo, ma io ho preferito usare i miei portamozzi Tamiya in alluminio che ho già in cassetta. Il pin verticale è uno stelo ammortizzatore. Sulla parte filettata si avvita la sfera Awesomatic superiore e dall’altra parte si mette il seger ferma molla. La sfera inferiore lavora in una puntalino di plastica fissato cn due viti al braccio. Una di queste viti lavora da fine corsa per lo sterzo. Vi consigliamo di mettere un pezzeto di tubo al silicone per miscela intorno al perno. Se non l’avete vanno bene anche tre o quattro strati di guaina termoretraibile o del nastro adesivo. C’è un rinforzo sospensione da montare sul davanti, unendo i due bracci inferiori. Si dovrebbe montare seguendo la forma dei bracci, ma io l’ho montato al contrario in modo piuttosto inguardabile per un semplicissimo motivo. Durante le prime prove mi stavo già trovando abbastanza bene con le geometrie di scatola con variato solo il camber (portato a -2° e aumentato di un filo il caster). In pratica il tirante del camber che da set up base è lungo 14 mm io l’ho portato a 13,5, mentre quello del caster da 31,5 è sceso a 30,5. Montare in modo “tradizionale” il rinforzo avrebbe significato modificare tutti i punti di recupero del camber e del caster, variando quanto fatto fino a quel momento. In pratica significava rivoluzionare tutto l’avantreno. La soluzione del rinforzo è comunque una strada da seguire perché il modello mantiene simili caratteristiche di sterzo perdendo però la tendenza a puntare di tanto in tanto.
Ho adottato molle Tamiya silver per aver più sterzo a centro curva.

Servo e rinvio sterzo
Il rinvio dello sterzo è su cuscinetti flangiati, costruito con due piani di carbonio e uniball di alluminio. Il servo resta in posizione sdraiata, abbastanza centrato rispetto la macchina e si possono usare servi standard o da 1/12, quest’ultima è la soluzione che ho adottato io con salva servo montato con le tre molle e che sarebbe da migliorare. Non ha giochi ma tende a rimanere aperto con gli urti forti.

006 DSCF1313 copia
007click to enlarge

Castello motore
Qui c’è l’unico problema della macchina che abbiamo tra le mani. Le sedi degli eccentrici per regolare l’altezza da terra sono da 14 mm, ma le boccole di plastica stampata da inserire non tutte sono da 14… alcune sono da 13,8.
Sia io per montare quella da 1,5 che Giacomo per quella da 2,5 (a me piace la macchina un pelo più alta rispetto il mio compagno di squadra, 6 mm da terra dietro e 5,5 davanti) abbiamo dovuto inserire tra boccola e alluminio un foglio di carta per evitare spiacevoli e inutili giochi. Potete usare anche un pezzo di nastro o lo scarto di un sacchettino di plastica. È questione di pochi centesimi di spessore.
Dopo questo piccolo problema passiamo alla cosa più bella del castello. Il fissaggio del motore è su due viti poste in basso affiancate. Non si è risolto il problema della facilità di serraggio con montate le gomme, ma almeno ora i pesi sono concentrati in basso e forse si riduce il rischio di spostare il motore in caso di urti.
Notevole anche il supporto alettone. Basta viti scelte con cura per evitare di toccare l’assale. Qui c’è spazio in abbondanza.
Monto l’ala Fenix posteriore e posiziono anche l’estrattore inferiore.

008 copiaclick to enlarge

Sospensione posteriore, link, smorzatore laterale e molle
Link di casa Saxo, molto elastici e per questo apparentemente robusti e immagino lo siano anche :). Il centro di rollio è di pari aspetto e tutto si monta facilmente come in tutte le macchine a link. Qui non c’è nulla di veramente nuovo. Fate attenzione che tutto scorra bene e tirate le viti una alla volta con criterio e sempre controllando la scorrevolezza della sospensione. Se si impunta facilmente è perché avete stretto male il centro, allentatelo e riavvitate con calma puntando tutte le viti e poi stringendole una alla volta.
A questi colleghiamo, su un altro piano di carbonio, i supporti delle molle che non lavorano appoggiate ai link! Spettacolo! Fissiamo anche il tube link o smorzatore della sospensione. A quello di plastica originale, che lavora già molto bene, a fine giornata ne ho preferito uno di alluminio di altra marca che ho in cassetta. Attenzione a come avvitate i grani di registro dei portamolle e alla vite per l’uniball del tube link. I fori sono stretti e da filettare, quindi avvitate con calma, senza fretta e stando ben dritti sin dal primo giro. Il materiale composito è molto buono, come già detto, e non ha bisogno di particolari cure a base di colla cianoacrilica nei fori per non far sfogliare il carbonio durante questa operazione.
Dicevamo…Qualità!

Ammortizzatore e differenziale
L’ammortizzatore ha il corpo di plastica, un pistone a 3 fori, una membrana abbastanza morbida, un o-ring e due differenti distanziali per guidare lo stelo nella sua corsa. Entrambi vanno bene, usate quello che preferite, io ho scelto quello separato in due parti. Si monta bene, senza sforzi o problemi di pulizia. Le ghiere di alluminio filettato sono pulite e calzano mene sul corpo stampato. L’ho caricato con olio Losi 50, corrisponde circa a un 650 in altra scala. La molla silver di serie per ora rimane quella, in futuro vedrò le necessità di set up, ma è sufficientemente dura da piacermi e non farmi desiderare altro.
Il differenziale non ha nulla di nuovo rispetto tutti gli altri e lavora su assale metrico. Sfruttando questa caratteristica ho montato il supporto Tamiya tipo 103, con la regolazione del differenziale esterna. Io lo preferisco perchè si regola in un attimo senza smontare la gomma. I pezzi originali tipo 104, Saxo e tutti i vari cloni su albero da 6 o da 6,35 non hanno particolari problemi. Si montano bene, pulite e rettificate per bene le ralle dei differenziali e il tutto dovrebbe montarsi senza il minimo problema. Insomma i soliti accorgimenti per un particolare che non ha nulla di diverso da quanto visto tantissime volte su moltissimo modelli.
Vi consiglio i grassi Fenix, sia il rosso che il bianco. Il rosso è un filo più morbido ma va bene subito, il bianco per i miei gusti è un po’ troppo viscoso, ma altri lo adorano. Necessita di un giro di pista per scaldarsi a dovere… ma tanto il primo giro tranquillo per far la vorare a dovere le gomme fredde e/o additivate va fatto sempre 🙂

Non resta che scegliere e fissare l’ala anteriore e tutta l’elettronica prima di scendere in pista. Il prossimo passo, per me, è procurarmi dei cavi da 16 AWG per sostituire i “12” che ho sul mio esc. Peso e libertà di funzionamento della bascula ringrazieranno.
La carrozzeria, possibilmente in tema racing! Non dico di fare repliche perfette e/o semplicemente ispirate, mi accontento di vedere disegni in tema corse, anche se derivati da altre categorie, magari a ruote coperte. Già nelle touring odio le colorazioni a fiamme, spigoli, punte, stelle e altre cose che vanno di moda oggi… almeno la F1 cerchiamo di salvarla esteticamente. SI a repliche, SI a “ispirazioni”, SI a temi racing, SI a “sponsor” anche di fantasia, SI a “Cartoon”, NO a colorazioni in touring-style.
Io per ora ho optato sempre per rivisitazioni semplificate di vetture Formula che spesso pochi ricordano… dalla Arrows FA-1 di Patrese del 1978, alla Zakspeed 841 di Palmer del 1985, alla Toyota TF108 di Trulli del 2008, alla Dallara GP2 test di M.Schumacher del 2010 e… a questa strana colorazione del 19XX. Buon tuffo nel passato a chi se la ricorda e buona caccia su google immagini per gli altri 🙂

009 copiaclick to enlarge

La gallery del test completo a questo link
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.444780095725713.1073741855.294254194111638&type=3

La prova in pista decreta subito che la macchina è bella stabile, gira bene, è veloce e perdona abbastanza gli errori che commetto in abbondanza… non sono abituato alle rigide con le gomme in lattice e le reazioni sono molto differenti a quanto sono ormai abituato da anni. Qui devo frenare molto prima del solito, non posso buttare la macchina in curva di cattiveria facendola frenare con lo sterzo e soprattutto ho un’aerodinamica pressochè ridicola. Su moquette questi problemi non li avevo notati, ma su asfalto sto faticando non poco ad abituarmi. C’è da lavorare sull’assetto, monto una molla più consistente sul centrale, provo dei grassi diversi sul differenziale e alla fine considerando lo stato delle gomme (tela a vista) i tempi non sono male e pure il passo è buono… peccato che ogni tanto… ci metta l’errore grave. Uno di questi mi porta a un volto di 4 metri con atterraggio a un metro da terra nella rete metallica da cantiere di fondo del rettilineo di Chiasso. Nulla di rotto! Grazie Giorgio per la scelta dei materiali!!! Mentre sono sul palco a pregare per l’integrità della macchina… vuoi che gli amici della pista non facciano i pirla? Ovviamente il bello del nostro Hobby è forse tutto in queste ultime fotografie: gli amici!!!
Contemporaneamente Jack, con la macchina gemella segna il record del circuito…

010 copiaclick to enlarge

Advertisements

One thought on “Mistral Fenix Formula RC-car

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s