Tamiya TRF102, FORMULA1 tra tradizione e innovazione

Tamiya ritorna con una novità nel mondo delle Formula RC e ovviamente lo fa a modo suo. Un modello apparentemente convenzionale, nel pieno rispetto delle scelte tecniche dei modelli precedenti della casa Nipponica, strettamente legate al sistema T-Bar “tipo F104”. Macchine generalmente semplici ed economiche, spesso vendute con riedizioni di carrozzerie storiche o con repliche quasi da “statico” delle attualissime F1

DSCF1643 copia

Contemporaneamente la nuova TRF102 è innovativa proprio nella T-Bar, che adotta una cerniera al suo termine. Precedentemente l’avevo vista solo su alcune trasformazioni extra aziendali per le vecchie F103. Un sistema di cui sarà interessante osservarne il funzionamento, soprattutto in pista. Trasformazioni che avevano il problema degli ingombri e del peso generale del sistema piuttosto elevato. Oggi Tamiya ha ripreso quell’idea e l’ha sviluppata portandola ai volumi e ai pesi compatibili con il mondo racing. Spesso nel mondo auto da competizione si trovano soluzioni del passato che trovano nuova vita e lustro grazie alle nuove tecnologie, ai materiali e ai regolamenti che variano le forze in gioco. Non posso non ricordare nel mondo auto il motore Wankel vincente a Le Mans, il cambio a doppia frizione molto usato nei rally e fiore all’occhiello di alcune case, ma nato per l’uso sui camion anteguerra, ai variatori di velocità che davano tanti problemi sulle vecchie Daf ma che negli anni ’90 erano allo studio per l’uso in F1. Vennero bloccati dal regolamento che limitò l’elettronica. Tecnicamente oggi c’è poco da inventare, c’è da credere in una soluzione e renderla efficace in pista. Ci saranno riusciti al reparto TRF?Su questa curiosa base tecnica nasce la TRF102 che si presenta mostrando tanto carbonio, tanto alluminio e tanta plastica.

DSCF1577 copia

Se a queste note tecniche aggiungiamo il rumore creato dal lancio in Italia della macchina, dove il nostro distributore nazionale, Fantasiland, a luglio l’ha proposta direttamente al pubblico ad un prezzo particolarmente interessante… ecco che non potevamo farci mancare l’occasione di montare il modello in questione. Il nostro modello però arriva dalla vicina Svizzera per questioni di magazzino, ferie e pilota proprietario del mezzo, a un prezzo che però è ben superiore a quello italiano.

La confezione tipicamente Tamiya è una bella scatola di cartone con maniglia di dimensioni tali da poter contenere il modello quando sarà montato pronto gara. Ottimo per trasportarlo. Sull’esterno della scatola è applicato un codice identificativo del distributore nazionale, immagino che sui modelli italiani ci sia invece il solito adesivo ovale di Fantasiland con il medesimo scopo. I campionati nazionali monomarca della casa giapponese immagino funzionino tutti sugli stessi principi base. Apro la confezione e su un piano rialzato di cartoncino trovo tutti i particolari del modello, regolarmente insacchettati. Sotto il rialzo ci sono le istruzioni, alcuni adesivi e il tubetto per l’antenna. Noto che mancano la carrozzeria, le ali, i cerchi e le gomme.

Il primo lavoro è passare la colla cianocrilica liquida sui bordi di tutto il telaio di carbonio. Il materiale sembra buono ma la colla in un paio di punti ha fatto un filo di schiuma, segno che un po’ di aria all’interno del composito c’era e la “cianata” è obbligatoria per assicurarsi una buona resistenza agli urti. Fatelo!

DSCF1579 copia

Le lavorazioni del pianale sono belle, ben fatte, le svasature ci sono tutte e i particolari di alluminio si accoppiano tra loro e il carbonio senza problemi, in modo molto preciso con le giuste tolleranze per non avere giochi, ma nemmeno incastri duri o poco pratici.
La T-Bar si monta facilmente, ha due punti di appoggio su pesanti colonne di alluminio e per questo è sicuramente sempre dritta, salvo rotture. Dietro la T-Bar si monta lo snodo di alluminio. Si parte con la prima parte che consiste nell’uniball trattenuto con due semi gusci di plastica e il ponte di alluminio diviso nelle classiche due parti. Il tutto si incerniera al pod posteriore con due boccole di acciaio rettificato e una spina trattenuta in posizione da due seger e due grani. Se dovesse capitarvi di perderla in pista… frustatevi!

DSCF1613 copia

Nel kit ci sono due T, una da 1,5 e una 1,8 mm di spessore. Inizio il test con quella sottile, ma mentre vi scrivo, il pilota è passato a quella da 1,8 trovando miglioramenti nei tempi. Ricordate però che è questione di grip e guida, come la scelta di montare molle soft o hard, motivo per cui mi sono sempre state “strette” le prove in pista sia con True Model che con RCM, mentre qui non ci penso proprio a farle!!! Le conclusioni su guida e robustezza dei modelli sono troppo soggettive e troppo condizionate dai “singoli eventi” e situazioni in pista.

Banchino posteriore

Il banchino posteriore non presenta particolari soluzioni. Alluminio per le due spalle, carbonio per la traversa posteriore e il supporto dell’ammortizzatore. Le sedi per gli eccentrici sono molto lunghe, serve inserire le mezze lune di plastica che troviamo in due stampate a parte dalle quali prendiamo solo questi pezzi. Curioso il supporto motore che ha tre sedi per le viti. Oltre a queste c’è la possibilità di montare un distanziale tra motore e banchino che ha il doppio scopo di aumentare il raffreddamento del motore e di spostarlo per variare la distribuzione del peso sull’asse posteriore. Questo però ha solo due fori!?

Differenziale

Da sempre sono abituato ad avere assali in acciaio con il puntalino riportato da fissare con un grano su modelli Tamiya. Oggi le cose sono cambiate. L’assale è di composito e il piattello principale con il puntalino filettato è già spinato in posizione corretta. Gira perfettamente dritto. Dato l’avvento dei motori Brushless è sparita la vecchia corona Tamiya con il cuscinetto di grosso diametro e solo 6 sfere per il differenziale. Oggi abbiamo la boccola di teflon (l’optional 54215) che lavora per una corona standard a 12 sfere da 3 mm e 96 denti. La corona, però, la sostituisco subito con una 90 denti a 18 sfere da 1/8” per questioni di rapporti in pista.

Il trascinatore ruota è classico, non ha nulla di particolare rispetto il soito. I cuscinetti metrici e il sistema con due molle coniche (a tazza) e il dado di regolazione imboscato sotto al tappo spinato che serve a fissare la ruota.
Come sempre manca lo spazio per il reggispinta… motivo per cui sono ancora affezionato ai differenziali tipo “103” 🙂

DSCF1590 copia

Avantreno

Gioia e dolore.

Gioia: l’avantreno in questione è stato per anni IL punto di riferimento per tutti, tanto che molte case producevano i propri telai con le sedi per montarlo.

Dolore: oggi la stampata unica di plastica è forse diventata un po’ anacronistica.

Bello, anzi, bellissimo da vedere con i bracci a profilo con poche regolazioni e soprattutto tutta plastica. Caricata, migliore di quella dei modelli precedenti ma solleva comunque molte critiche da parte dei curiosi che lo vedono. Da parte mia, che mi limito a montare la macchina, posso dire che si monta facilmente e in modo preciso. A fianco delle stampate di serie ci sono i particolari optional da usare come le sfere di acciaio per gli snodi, i distanziali di alluminio e i portamozzi di alluminio che apprezzo moltissimo. Il camber si regola girando il piastrino di plastica su cui si avvitano gli snodi del braccio superiore. Ho usato un piastrino optional di Yeah racing con il camber a 1,5°, al posto del 1° o 2° di serie. Un sistema semplice e preciso, ma troppo vincolato a misure precise. Non c’è la regolazione del caster ma tutto lavora su uniball di alluminio. Nel tripudio di alluminio e carbonio questo avantreno di plastica esteticamente stona, nonostante l’efficacia dimostrata in tanti anni di pista. Il portamozzo ha la possibilità di montare il mozzo montato in-line o out-line rispetto il pin verticale, montatelo IN-Line. Le molle sono le solite Tamiya, lunghe, ben fatte e ben calibrate.

Servo sterzo

Finito l’avantreno si passa al supporto servo del modello. C’è la classica stampata di plastica “104” con supporti di tutti i tipi (per servo ed elettronica) ma abbiamo anche quelli di alluminio. In pratica quella stampata resta intonsa. Il supporto di alluminio l’ho trovato un po’ lasco rispetto le misure del servo adottato, servirebbe inserire un paio di spessori che potete facilmente ricavare dai bordi di stampa della carrozzeria che dovrete procurarvi. Fate in modo che il servo stia un filo pressato in posizione, in modo da avere una buona precisione di guida.

Ammortizzatori

L’ammortizzatore principale è a olio, mentre lo smorzatone laterale è a frizione.

Di fatto nulla di nuovo o particolare.

Il primo è di tipo touring in alluminio, con un o-ring di silicone trasparente di tenuta sullo stelo, la membrana per il recupero del volume. C’è un solo pistone a 3 fori e Tamiya ci offre già l’olio per caricarlo.

Lo smorzatore laterale invece è un mix di plastica e metallo, non presenta nessuna particolarità oltre alla precisione con cui è realizzato. Entrambi sono molto convenzionali, semplicemente realizzati con la classica qualità TRF che non ha nulla da invidiare ai migliori prodotti sul mercato.

DSCF1600 copia DSCF1601 copia

Il fissaggio batteria è l’ultimo sforzo per oggi.

In carbonio, con due o-ring anti vibrazione da posizione sulle viti di fissaggio che si avviteranno nelle grosse colonne che ho montato all’inizio, quelle sotto le quali avevo fissato la T-Bar. Nel Kit ci sono delle spugne adesive per sollevare la batteria dal telaio, lasciando alla T la possibilità di muoversi e torcere liberamente. Per dare spazio ai poli, il pezzo di carbonio sarà da modellare nel caso utilizziate batterie tipo Shorty. Pochi millimetri ma necessari per alloggiare tutto senza problemi. Il ferma batterie frontale è una semplice paratia di plastica avvitata nel telaio.

Ho così finito di assemblare la TRF102. È stato un lavoro abbastanza veloce, tutto si è montato senza problemi o grattacapi, anche grazie a istruzioni molto semplici e di facile comprensione. L’unica accortezza è di eliminare bene i punti d’iniezione dei particolari stampati in plastica.

LA GALLERY COMPLETA

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.454219718115084.1073741857.294254194111638&type=3

DSCF1644 copia

A voi l’onore di portarla in pista 🙂

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s