Mach4 la F1 di Italtrading

Di Andrea Brianza
Gallery fotografica:
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La famiglia Ristori di Italtrading è già riuscita, con macchine riprodu-
zione e gare monomarca, nell'intento di riportare alle origini dell'hobby 
molti attuali piloti e, contemporaneamente, fatto iniziare molti altri. 
Questo accadeva e accade tutt'oggi con i progetti “Rally Legend” e 500 
Abarth. Al lavoro già svolto si aggiunge il progetto F1, categoria che vedesempre più produttori coinvolti a livello internazionale. Le F1 sono 
apparentemente facili da regolare e guidare, ma soprattutto hanno costi di gestione,economici e soprattutto umani, ancora ragionevoli.
Un buon modello deve essere competitivo, ma soprattutto non difficile da 
montare e regolare correttamente. Da qui le scelte progettuali, che in 
parte sono risultate tradizionali e altre meno.
La mach4 è presentata in scatola di montaggio, nera con scritte grigio 
scuro bordate di rosso. Sulla scatola è specificato che il modello nasce a Taiwan ma che è interamente progettato in Italia. Aperta la scatola trovo il libretto istruzioni realizzato con immagini di rendering del progetto. 
L'ho trovato piuttosto facile da interpretare, ci sono poche e precise didascalie in inglese da abbinare e un foglio aggiuntivo con le traduzioni in 
italiano dei testi.
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I lavori partono dal telaio di carbonio che misuro a 2,55 mm di spessore ea 94,8 mm di larghezza massima. A prima impressione lo trovo piuttosto 
rigido. La conferma della bontà del materiale usato arriva dai miei due 
soliti test. Il cianoacrilato sul fianco che non fa bolle e la carta 
abrasiva usata per smussare lo spigolo di taglio che non affonda nel mate
riale. La bilancia dice 53 grammi. La forma generale è caratterizzata da un muso largo, con molti fori e fresature. Nella zona centrale c'è anche il 
ribasso per il nastro di fissaggio della batteria.003

L’innovativo Avantreno è interamente su uniball, ce ne sono ben 12!

Il braccio inferiore, in unico pezzo fresato da lastra di carbonio, è ancorato al telaio tramite quattro uniball, poi ce ne sono quattro per i due bracci superiori e i quattro dei portamozzi.
Il supporto di tutta la sospensione anteriore è un tripudio di ergal lavorato a cnc da fissare in quei fori che avevo visto sul telaio. Tra viti e punti di riferimento è obbligatorio fare i complimenti al progettista e a chi ha lavorato i pezzi per la precisione dell’insieme.
Nei bracci si mettono delle boccole di plastica (conchiglie) che si fissano con dei seger metallici, mentre le sfere metalliche sono avvitate al castello inferiore e alla piastrina camber/caster superiore.
I portamozzi di alluminio non hanno i classici pin con molla, ma solo pin con uniball alle due estremità. Da notare che il mozzo ruota è arretrato rispetto il pin verticale, come accade nelle pancar spugna.
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Il supporto servo, in stile touring è molto bello, in alluminio anodizza-to rosso permette di fissare il servo sospeso, permettendo al telaio di la-vorare senza vincoli. Unica possibile critica al pezzo l'obbligo del servo low profile standard. Io per esempio uso i micro da 1/12 come sulle pancar 200 mm. Il salva servo resta così in posizione centrale, senza rinvii.


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Il prossimo passo è lo snodo centrale, che è realizzato senza sorprese.
Ci sono i fori ovali per regolare la meglio la scorrevolezza degli snodi, ilink sono di plastica e le molle lavorano direttamente sui link, sopra gli uniball.
Una soluzione originale, soprattutto se abbinata alla precompressione dellemolle laterali.

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Il tube link è di plastica stampata e nel kit ce ne sono due, ma sul model-lo ne va uno solo. Ottimo per la rapidità d'intervento sul set up.
L'ammortizzare lo trovo già montato e caricato di olio. Non lo apro, ma lo allungo soltanto svitando un po' la manina di plastica sullo stelo per ave-re da subito una buona posizione del pod rispetto il telaio.
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Il castello posteriore è molto bello, in ergal nero e rosso fa molta scena.Quello che però deve colpire è la soluzione per fissare l'assale. Di solitosiamo abituati agli eccentrici di plastica, qui no. I cuscinetti, non flan-giati, dell'assale sono inseriti in una staffa da avvitare al banchino. 
L'altezza si regola semplicemente inserendo dei normali distanziali tra le staffe e il banchino. Sistema rapido, efficace e molto preciso.
Il supporto alettone a boomerang, come il supporto ammortizzatore, completae irrigidisce la struttura assieme a un puntone di alluminio montato molto in basso.
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A completare il retrotreno c'è l'assale. Il differenziale, parte gli alleg-gerimenti, non presenta sorprese. Lo schema è classico ma ha le campane di grande diametro, più grandi delle ralle. Le sfere sono da 1/8”, mentre 
l'assale è da 1/4”. Il trascinatore ruota sinistro è molto pesante, per 
compensare il peso del differenziale sull'altro lato.
Il modello ora è finito, mancano solo le ali e le colonnine di supporto della carrozzeria che come sempre, nei box-test lascio da parte. Gli alettoni inclusi nel kit sono i Mon-tech neri.
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Alla fine l'aspetto della macchina, in rosso e nero è molto elegante. I materiali sembrano ottimi e gli incastri sono precisi. Ci sono soluzioni interessanti e curiose come le molle precompresse del basculino e l'avantreno che funziona lui stesso da molla grazie all'elasticità del carbonio con cui è realizzata.
Un design tutto italiano, per un prodotto di sicuro interesse.

Gallery fotografica:
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