ROCHE Rapide

Di Andrea Brianza

Foto gallery:
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La Confezione, esternamente sobria, quando la apro è un pugno in faccia. Rosso, tanto rosso tanto da farmi venire in mente l’espressione “Into the red”, fuori giri, usata per indicare il fondo scala del contagiri, è anche il titolo di un libro scritto da Nick Mason, appassionato di auto speciali, di cui mi onoro di avere una copia autografa in libreria.

001.JPGIl libretto d’istruzioni, al contrario, è molto sobrio e semplice. Carta e stampa economica, con una pagina di errata corrige gialla che sistema le poche piccolissime imprecisioni.
002.JPGApro la busta del telaio e osservo il carbonio.
Lo spessore è 2,6 mm con una larghezza totale di solo 85,8 mm per una lunghezza di 256.
La prova bilancia dice 53 grammi, mentre quella alla flessione mi affatica a sufficienza per decidere che il materiale è buono e compatto.
È anche duro da limare sullo spigolo e di colla sul bordo ne basta pochissima.
Le lavorazioni sembrano fatte molto bene e sul bordo di taglio lo spigolo è ben affilato.
Il pod posteriore è realizzato con il medesimo materiale.
Il disegno mostra molto materiale intorno alla vite del link destro, punto solitamente fragile nei nostri modelli

La sospensione anteriore utilizza lo schema a 4 bracci (2 inferiori vincolati al telaio) che la maggior parte delle auto oggi utilizza.
I bracci superiori realizzati in carbonio sono liberi di muoversi tramite uniball a conchiglia di plastica (esterno) e metallo (sfera). Questi uniball sono ancorati al carbonio con un o-ring, poi il tutto è fissato a una piastrina e a delle colonnine che permettono modificare a piacimento le geometrie e gli angoli specifici di tutto l’avantreno.
Interessante la soluzione adottata per la regolazione del camber. La trovo un po’ complessa, personalmente mi vedrei in difficoltà in gara a lavorare su questo parametro che uso spesso per correggere la macchina in una giornata di prove o gara. Sono confusionario sul tavolo di lavoro. Si tratta solo di 8 viti, ma le piastrine, il loro orientamento visibile nella lavorazione cnc… smonta e rimonta, per come vivo io le gare… D’altro canto c’è da dire che questa è precisa, sicura, non farà mai scherzi dopo una botta e possiamo comunque tenere geometrie diverse tra destra e sinistra cosa che risolve parecchi problemi di set up in molte piste. Molto bello è il rinvio dello sterzo, stampato in due pezzi con una cremagliera che permette di modificare a piacimento l’effetto Ackermann delle ruote anteriori.Nulla è lasciato al caso e per avere un fissaggio sicuro del servo, dalla scatola appare un supporto in alluminio a ponte. È anodizzato rosso come il differenziale. Permette di montare il servo a sbalzo, ma c’è la possibilità di inserire uno spessore da 2 mm alla base della colonnina posteriore e avvitare anche questa parte al telaio, creando un avantreno molto rigido. Unico neo di questo pezzo è che è parte integrante con il supporto sospensione anteriore. I fori di fissaggio sono molto vicini tra loro e leggermente laschi. Se usate la soluzione “morbida”, senza la vite posteriore tutto l’avantreno potrebbe muoversi leggermente. Consiglio di inserire un grano al posto della vite, in modo da tenere la linearità della struttura e di mettere una goccia di colla nella sede della spina di centraggio e nelle svasature delle viti. Tutto questo per creare quel minimo spessore per permetta a viti e spina di forzare quando le si mette in posizione.
I portamozzi sono di plastica, con mozzo in acciaio temprato “in line” con il king pin verticale. La molla è montata in basso e per regolare il recupero del camber e l’altezza da terra ci sono 9 piccoli distanziali con cui giocare tra sotto il portamozzo, sopra il braccio o messi tra i due.

Il castello motore anodizzato nero ha parecchi punti d’interesse. Innanzi tutto il ponte di supporto all’alettone è montato basso e in diagonale. Non è in verticale come normalmente vediamo. Sul pezzo di carbonio, che unisce le due spalle di alluminio, si fissa un pivot centrale di plastica al quale ancorare la staffa dell’alettone. Ha un senso, fateci attenzione quando lo montate. Sembra complesso, invece è facile, permette tutte le regolazioni di ala e ha un fascino unico nel suo genere che non guasta.
Altra cosa molto interessante in questa parte è il sistema per fissare l’assale e per regolare il retrotreno.
Due eccentrici porta cuscinetti sono fresati dal pieno con due ali per fissarli alle spalline. Ma il foro per il cuscinetto flangiato è spostato rispetto la simmetria delle forature di fissaggio. Questo permette di montare l’assale in 4 posizioni, giocando con altezza da terra e il passo senza dover usare spessori o distanziali. L’unica accortezza è montate la parte serigrafata con le indicazioni che guardano tutte dallo stesso lato e nella stessa direzione. Non c’è un destro e un sinistro.
In pista ogni tanto allentate le viti e ritiratele. Tutto sommato sono loro che sorreggono tutto il peso posteriore del modello.

014.jpg

Lo Snodo centrale non presenta nulla di nuovo in questa parte. Noto solo che l’eccentricità dei fori di regolazione è limitata a pochissimo spazio, ma è già più che sufficiente. Le molle laterali si montano su bei supporti di alluminio rossi e il tutto sui soliti traversi di carbonio. I grani di regolazione delle molle si avvitano nel carbonio, forato bene, non troppo stretto, cosa che evita al carbonio di sfogliarsi con l’introduzione del grano. Ricordatevi di montare il centro senza tirare il viti e solo dopo aver fissato i link e tutta la strutture potrete andare a fermarlo con forza. Fatelo tenendo sospesa la macchina per l’assale come se fosse un topo preso per la coda. Sarete sicuri in questo modo di avere una bascula montata correttamente e libera nei movimenti.

006.jpg

L’assale e il differenziale hanno misure imperiali. Quindi il diametro dell’albero è di 6,35 mm o 1/8”. La lavorazione è eccezionale. L’asse è forato da 4,5 mm quasi fino alla spina della flangia del differenziale per ben 84,5 mm portando il peso complessivo di questa parte a solo 19 grammi.
Pregevoli sono le lavorazioni di alluminio per la campana differenziale esterna e per il trascinatore ruota sinistro. Il tutto poi è anodizzato in un gradevole color rosso vivo con l’asse brunito. Il differenziale lavora su 16 sfere e cosa che adoro, ha già il reggispinta interno! Basta rovinare cuscinetti o perdere le regolazioni in gara come accade ancora in troppo spesso in a molti differenziali della categoria.

L’ammortizzatore è semplice, ben fatto, curato molto nell’aspetto grafico.
La ghiera filettata del precarico della molla ha già il taglio per vedere di quanti giri stiamo muovendo la regolazione. L’aspetto grafico è di notevole impatto, peccato coprirlo con la molla.
L’o-ring di tenuta è molto soffice e la membrana di recupero del volume d’olio anche.

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Foto gallery:
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.540445849492470.1073741866.294254194111638&type=1&l=e8cb7734a8

Ora non restano che gli ultimi pezzi come colonnine, dadi e poco altro.
Nella confezione non sono inclusi alettoni e carrozzeria, quest’ultima la si trova a parte per ridurre i volumi di spedizione. Elettronica, un set di gomme buone, una mano di colore, possibilmente non la triste tinta unica bianca, anche se potete spacciarla facilmente per una replica (Oscar Larrauri, EuroBrun ER188 – 1988) e in poco tempo sarete in pista!

quegpeesse164

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