X12… per l’estrema categoria!

testo e foto di Andrea Brianza
Gallery:
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Una volta descrissi la categoria 1/12 con le seguenti parole: “Dai gas e credici. Affronterai solo rettilinei curvi!”.
Un ossimoro per una definizione forte, forse eccessiva ma che credo spieghi in breve le velocità e le sensazioni di questi modelli.
Gomme in spugna, larghe, bassissime, piste in moquette, motori esasperati, carrozzerie iper-aerodinamiche, peso limitatissimo e riflessi obbligatoriamente buoni, anzi… ottimi!
Queste sono le peculiarità della categoria e, negli ultimi anni, x-ray è diventata un punto di riferimento nella costruzione di queste macchine.

DSCF5289 copia.jpg

La progettazione è molto minimal, estremamente semplice e geometrica come apparentemente impongono la ricerca del peso, della prestazione assoluta e della facilità di messa a punto.
Recentemente ho assemblato una Yokomo, che monta un avantreno meravigliosamente complicato ed efficace, ma che da portare in pista potrebbe non essere facile.

DSCF5292 copia.jpg

Qui, la sospensione anteriore ricalca il classico sistema Associated degli anni ’90, con braccio rigido ancorato al telaio e braccetto superiore incernierato. Minimal.
C’è stato forse più impegno della realizzazione della grafica accattivante della scatola che ne design dei braccetti.
Il braccetto superiore offre la possibilità di regolare il camber con il classico e pratico tirantino a doppia filettatura. L’uniball del braccetto ha la sfera in acciaio, mentre quella inferiore è di plastica.
In mezzo ci va il portamozzo da montare con ben 7 piccoli distanziali che serviranno per regolare il recupero del camber.
Più pratico l’ancoraggio del braccio inferiore. Due inserti di alluminio permetto di tirare le viti senza problemi e tre pratiche forchette da inserire tra telaio e braccio vi permetto di regolare l’altezza da terra.

Semplice!

Un filo più complesso è il supporto del braccio superiore da avvitare al braccio inferiore.
Qui si devono incastrare un po’ di pezzi.
Ci sono 6 rasamenti di diverso diametro da inserire tra la struttura base e il supporto. Di fatto un’altra regolazione della geometria anteriore. Qui si può spostare il punto di cerniera del braccetto.
Altra cosa regolabile è l’inclinazione del braccio per avere più o meno recupero del caster. Più lo inclinate e più la macchina tenderà ad essere aggressiva in ingresso e in uscita di curva. La regolazione si fa con un pratico e semplice inserto forato eccentrico.Infine ci sono le C clip per regolare il caster! In pratica, con questo avantreno, potete realizzare qualsiasi variazione di geometria in modo preciso e piuttosto rapido.

Avantreno finito…andiamo oltre.DSCF5296 copia.jpg

Si procede subito con il posteriore.

Il centro di rollio, purtroppo non mi piace. Non ha gioco sulle vidi di fissaggio al telaio, caratteristica del marchio X-Ray, cosa che porta a due conseguenze. La prima è quella di avere pochissimo margine di lavoro sui tiranti, la seconda è che ho impiegato un po’ di tempo a trovare il giusto compromesso di viti tirate e/o lasciate morbide per far lavorare gli uniball in modo fluido e uniforme. Apparentemente dovrebbe essere più semplice, di fatto la cosa non è immediata come potrebbe apparire. Assicuratevi che il movimento laterale sia fluido e senza impuntamenti.

Una soluzione che non amo, preferisco avere le asole sulle viti e registrate la lunghezza esatta semplicemente tenendo per la coda il modello.

In ogni caso alla fine funziona, ma… non riesco a farmelo piacere.

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Fondamentalmente ho dovuto lasciare del gioco sulla piastrina che chiude l’uniball centrale.

Il ponte con le molle laterali è di carbonio, ospita due uniball per il doppio smorzatore e, su consiglio dei set up trovati in rete, al posto delle molle e porta molla Hudy montiamo quelli Associated.

Superato questo piccolo scoglio si passa la retrotreno.

DSCF5298 copia.jpgI banchini supporto motore e assale hanno un disegno interessante. Sono molto bassi, nella zona posteriore il rinforzo posteriore è montato bassissimo e inclinato, quasi come fosse una prolunga del piano pod inferiore.
Ergal anodizzato nero, molto pulito e senza lavorazioni a vista. Molti dicono elegante…mha… sono gusti. Io preferisco i colori naturali dei materiali. L’assale con il differenziale si monta su eccentrici da avvitare ai banchini. La regolazione dell’altezza si fa con normali spessori da posizionare tra eccentrico e banchino. Una soluzione staticamente molto precisa, ma assicuratevi di aver ben tirato in modo uniforme le 4 viti di ancoraggio.

DSCF5311 copia.jpg

Il differenziale è uno dei migliori di sempre. Ha il reggispinta esterno, è preciso e si monta molto facilmente. L’assale è alleggerito con un foro sul lato sinistro, mentre i trascinatori di alluminio a tre viti di fissaggio delle gomme sono molto leggeri e precisi.

Sui banchini si monta il supporto dell’ammortizzatore centrale e dei tube link laterali.
I tube non presentano problemi, semplici e lineari.

L’ammortizzatore, invece, richiede un po’ più di cura e mi piace parecchio.

DSCF5315 copia.jpg

Non è a volume costante, cioè è strutturato come un normale ammortizzatore da touring o da off road. Ha la membrana di recupero del volume ed è ben lavorato in tutte le sue parti ricavate da tornitura. Si monta bene e velocemente senza problemi.

Si finisce il montaggio con il supporto servo

Troppi pezzi per i miei gusti! Nulla è superfluo o inutile, siamo di fronte a una struttura apparentemente complessa che permette di avere un avantreno abbastanza rigido, con il servo separato dal telaio in modo da ridurre i problema di tweak. Due pivot sorreggono il ponte al quale, con altre due colonnine, si fissa il servo sterzo creando così la struttura descritta. Sempre su questo pezzo si ancorano il supporto antenna e l’ammortizzatore. Per l’ammortizzatore sono presenti molti fori. La scelta è in funzione del compromesso che si cerca tra trazione in uscita di curva e stabilità in ingresso e centro curva.

Di fatto abbiamo terminato la macchina.

Non resta che scegliere la carrozzerie, l’elettronica e soprattutto le gomme e i relativi additivi.

Se siete vergini della categoria vi consiglio di iniziare con delle anteriori abbastanza dure e un motore tranquillo. Le 1/12 hanno la “brutta” capacità di mettere sotto stress i riflessi e le capacità di reazione e guida dei piloti 🙂

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