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Michele Alboreto, un campionissimo spesso dimenticato.

 

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Di Andra Brianza

Ieri erano 19 anni che un incidente in prova si portò via Michele.
Era un pilota di grandissimo talento ma troppo spesso sottovalutato dall’opinione pubblica, sacrificato sull’altare di nomi considerati “intoccabili”.
Come non dimenticare la lotta per il titolo mondiale F1 del 1985 contro la superiorità motoristica e tecnica della McLaren di Prost? Purtroppo “non si può dire” che la sua macchina palesasse carenze rispetto la concorrenza.  La splendida vittoria alla 24H di Le Mans del 1997? Troppo spesso ricordata per essere la prima delle nove vittorie di Kristensen alla classica francese. Peccato che molti dimentichino che la maturità di Tom, quella volta esordiente e punto debole del team, avvenne grazie a Michele, che da grande uomo e grande pilota mise a completa disposizione del danese la sua incredibile esperienza maturata, oltre che in F1, anche sulle vetture sport di Lancia: le Beta Montecarlo o le LC1 2 e LC2.

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Un campione unico nel suo genere, sia in pista che fuori dalla pista.
In F1 aveva il numero 27 che però tutti associano o al mondiale di Jones con la William del 1980 o, più facilmente, a Villeneuve con la sua tragica fine nel 1982 a bordo di un’altra rossa.

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Il modellismo però è in grado di superare il pensiero comune e le tifoserie. È in grado di rendere giustizia, salvaguardando la storia di auto e piloti permettendo, quando è di qualità e fedele nella riproduzione, di suscitare ricordi e sentimenti unici.
Qui in foto il modello in 1/43 prodotto da Bosica (circa 10 cm di lunghezza), venduto in scatola di montaggio e che ho appena sistemato, pulito e fotografato.

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Frizione parastrappi su Element.

A cura di Andrea Brianza

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L’ #elementrc di casa #teamassociated , ha una trasmissione che trovo fantastica. Quando feci la prova del montaggio (clicca qui) vi dissi che aveva la serie di ingranaggi nella trasmissione stealt con over drive in acciaio e delle coppie coniche nei ponti spettacolari. Tutto vero. Però c’è anche un ingranaggio primario di plastica, ci sono dei giunti, dei semiassi di trasmissione, un motore che assorbe corrente e soprattutto gomme e cerchi a rischio di stallonare inutilmente se restiamo incastrati e cerchiamo di uscire da una situazione indesiderata e particolarmente complessa. In pratica… se restiamo incastrati e diamo gas cosa succede?

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Con il 45 spire che uso solitamente nulla. Si sente che il motore che sforza, che fa di tutto per far girare qualche cosa ma non si muove nulla. Si vedono solo le gomme prendere forme non convenzionali, ma poi il motore soccombe, assorbendo solo corrente.
Con i nuovi Brushless ho il sospetto che qualche problemino in più ci possa essere, visto come lavorano (sto aspettando tempi migliori e di libertà per prenderne uno).

Quanti Kgm di coppia, o Nm di coppia motrice  stiamo scaricando su tutti questi poveri particolari?
Non voglio fare il conto, ma sono tanti. Quindi perché non usare un parastrappi per assicurarsi di non avere inconvenienti?
Il problema me lo sono posto in un primo momento sulle rocce di Monte Zuoli, dove in alcuni passaggi mi sono trovato più volte in questa situazione e una seconda volta in indoor, in questi giorni di quarantena sugli ostacoli artificiali in cui è molto facile incorrere nel rischio di esagerare.
Come fare? Io ho risolto in modo semplice e pratico avendo, per fortuna, già tutto in casa come pezzi di ricambio della mia B5, per lo più ereditati dalla mia vecchia B4.

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La frizione parastrappi di casa associated monta perfettamente. I pad “fissi” di plastica del kit sono a misura di quelli B4 e B5 dato che la tipologia di corona primaria è la stessa. Li monto senza problemi, due pad di “ferodo” e due flange di alluminio.
Inserisco la molla e vedo che è lunga, troppo lunga. Servirebbe un albero più lungo… oppure… Ma si proviamo!
Trapano a mano, lama da taglio e la molla in un attimo è diventata la metà.
Ora ci sta tutto e provata va anche bene.

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L’ho tarata molto dura, giusto per lavorare solo quando è impossibile uscire da un incastro impossibile.
Se girate nei boschi o nelle aree attrezzate di qualche club o su percorsi semplici non vi servirà mai. Se vi trovate su rocce, percorsi artificiali o posti particolarmente difficili… allora non fa male averla.

#modelcarsavetheword
#theartofgetting

 

 

 

Riflessioni in quarantena: il talento…

Testo e foto di Andrea Brianza

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Loeb non ho mai avuto la fortuna di vederlo correre in un rally, ma l’ho visto correre a Le Mans, fuori dal suo ambiente naturale, in una 24H dominata dal caldo. L’ho visto andare non forte, ma fortissimo! Era alla guida di una vettura che pur essendo veloce sul giro secco e ottimamente preparata dal team Pescarolo non era in grado di competere sulla distanza con lo strapotere Audi. In questa foto il ragazzo si sta accingendo a sistemare il sedile in vista delle libere che si sarebbero svolte poche ore dopo questo scatto, dimostrando al mondo che anche senza terra smossa sotto le gomme poteva spiegare a tanti come guidare.

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Perché oggi, vigilia di Pasqua 2020, pubblico delle foto di quella gara del 2005?
Forse perché in questi giorni, molti fenomeni di pianerottolo, tra un intenso allenamento alle dita dal divano e il bagno, li vedo sui social peggiorare in maniera esponenziale. Commenti sempre più spinti all’odio per questo o quell’altro politico, nessuna fazione è esclusa e meno inqualificabile delle altre.
Idem per i commenti sportivi. Ci sono fenomeni che nonostante lo sport sia fermo, si lasciano ancora andare a commenti in cui definiscono scarsi dei campioni (non considero nemmeno i pirla che augurano il male a degli sportivi, di qualsiasi livello essi siano).
In questi giorni tra le tante @#[‘£%€‹~ ho letto cose invereconde tipo: la Pennetta ha vinto uno slam solo perché l’avversaria in finale era sottotono, le solite diatribe sulla F1 in cui Hamilton vince per i favori, Marquez non è un campione, Alonso è scarso, la Goccia deve impegnarsi di più… e così via su qualsiasi sport… poi sui calciatori non mi cimento neppure.
I campioni sono tali non per caso, se uno ha talento lo dimostra sul campo, confrontandosi con altri talenti, quindi non è così scontato che uno possa vincere facilmente.
Loro lo hanno fatto, lo fanno e continueranno a farlo, anche in discipline diverse dalla loro, senza aver paura del confronto diretto con gli specialisti che andranno a incontrare e senza la paura di sbagliare e di far vedere al mondo che possono sbagliare.

Oggi non posso consigliare a chi scrive @#[‘£%€‹~ di andare a fare una corsetta al parco, ma di guardare un bel film o di leggere un libro invece di ammuffire davanti ai social si… fatelo!

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Scaler Element Associated… in casa…

Il mondo scaler offre il suo meglio immerso nella natura, ma in questi giorni di quarantena, quando non si può uscire di casa, non si può andare nei boschi (anche se sono a poche centinaia di metri da casa) non si possono frequentare parchi attrezzati come Monte Zuoli vicino Gravellona Toce o piste a come il Trial Attack di Rescaldina non resta che trovare soluzioni alternative. Il giardino? Sarebbe bello, ma rischierei poi di doverci anche dormire! Io ho avuto la fortuna nel trovare un pò di cose sfruttabili nello spazio di un box.
Stampi in resina e alluminio per carrozzerie rc, dei mascheroni di resina di vecchie produzioni di statico della ditta, la gomma di una Twingo ( non sono ancora riuscito a farla) bancali, tegole e mattoni, un ceppo di legno…

Sfruttando gli ostacoli nei vari sensi e direzioni possibili e spostandoli il giretto che si riesce a fare in questi pochi metri quadrati a disposizione è già soddisfacente.

Voi come vi siete organizzati?

 

 

 

Trofeo Serpent – 23 feb 2020

A cura di Silvia Pietroforte

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Ha preso ufficialmente il via la stagione 2020 del mondo RC con la prima gara sul circuito nella Motor Valley- il miniautodromo J. Scheckter di Fiorano- con il Trofeo Serpent sponsorizzato dalla Star Rc di Massimiliano Mercanti.
La gara si è svolta nell’intera giornata di domenica 23 febbraio, con la suddivisione in 4 manche di qualifica al mattino e finali al pomeriggio, con il passaggio bump up dei primi due classificati nella finale B in finale A.

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L’obiettivo delle gare “Trofeo” è quello di dare spazio alla gente comune, ai piloti che si avvicinano da poco al mondo nel modellismo dinamico, agli “hobbysti” che decidono di passare una domenica “alternativa” respirando nitro metano, stando con i compagni- avversari, scambiando battute e producendo adrenalina.  L’adrenalina che solo un pilota con il radiocomando in mano sa cosa significhi, finalista A, B o C che sia.
Protagonisti di questa calda giornata di febbraio sono stati i giovani e, ne prendo un po’ parte, le donne-meccanico.

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Thomas Lorenzi e Simone Lotti, due giovani piloti ufficiali della categoria 1:8 per i team Infinity e Z4, rispettivamente, che accompagnati dai loro papà-meccanici hanno reso la gara più che movimentata e avvincente. Thomas si è aggiudicato il 1° posto nella finale A, Simone la terza piazza nella finale B.

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È stata a tutti gli effetti la giornata di Thomas. “La gara di ieri è andata molto bene, mi sono divertito tanto.”
Partito subito bene, fin dalle qualifiche, guadagnandosi la miglior prestazione nella prima manche, il giovane mantovano ha fatto la doppietta pole position e giro veloce. Vantaggiato dalla prima posizione, ha guadagnato subito un buon distacco in partenza.

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Il cambio gomme è stato un po’ lento ma, avendo già un giro di margine sul secondo, non ha avuto problemi. “La macchina era perfetta, il motore penso che avrebbe meritato una migliore carburata.” Bravo Thomas!
Più sfortunato è stato invece Simone, che malgrado una botta presa al sabato durante le prove e le difficoltà che solo una finale può portare, ha fatto una bella gara. Purtroppo, o per fortuna, le gare sono fatte di tecnica ma anche di fatti occasionali. L’importante è non mollare mai!

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Altre importanti figure sono state le belle meccaniche che sempre più troviamo in pista. Chi ha mai detto che alle donzelle interessa solo lo shopping nel weekend? Finalmente vediamo sempre più figure del gentil sesso anche in questo sport ad accompagnare – o sopportare? – le loro dolci metà aiutandoli nei rifornimenti e nei cambi gomme.

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“Clima” permettendo, confidando nella partecipazione dei modellisti italiani e non, ci vediamo al prossimo appuntamento tra qualche settimana con una nuova gara. Il 2020 sarà un anno ricco di gare ed eventi –consultando i calendari dei vari enti e organizzatori nazionali ci sono veramente pochi weekend liberi!

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X-Ray X1 2020

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I lavori di assemblaggio della nuova macchina di casa X-ray iniziano con il solito lavoro di ciantura del telaio e del pod posterior e il montaggio dei bracci della sospensione anteriore. Quello inferiore è piuttosto robusto, c’è parecchio materiale al centro della V, ma soprattutto ha la doppia foratura per adattare la larghezza dell’auto agli off-set delle gomme che andremo a usare. La partenza standard è nella posizione stretta, adatta alle gomme Ride. Le colonnine di supporto in alluminio necessitano di alcuni distanziali per regolare l’altezza da terra della macchina. Di serie ci sono quelli da 2 mm.

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Nel fissare tutta questa parte al telaio bisogna prestare attenzione a quali fori usare. Ogni vite, quindi ogni pezzo, ha tre posizioni: passo corto, passo lungo e passo standard.
Un bel lavoro per gli appassionati di prove e test che forse va a scapito dell’affidabilità in caso di forti urti. Il carbonio in uso modellistico difficilmente è di alta qualità e comunque è pur sempre un materiale fatto a strati e gli urti che prendiamo in pista sono spesso devastanti. Il rischio che una vite decida di passare dall’altra parte… può essere reale. Solo la pista potrà dire se le mie paure saranno confermate.

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Complesso il design delle torri in alluminio che reggono la sospensione superiore e nuovo è anche il tirante in carbonio che sovrasta tutta la parte centrale della macchina, anche questo con vari fori per la gestione della scelta del passo. Ci sono di serie due differenti piastrine di supporto dei bracci superiori, da usare in base alla larghezza scelta per il braccio inferiore. La barra stabilizzatrice sembra essere invariata rispetto al passato e sulla cui utilità si discuterà ancora per molto tempo. Io ritengo che funzioni, anche se mi piacerebbe lavorasse molto di più.

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I portamozzi anteriori sono come sempre in plastica, lavorano su King pin in acciaio e come da tradizione x-ray ci sono tantissime ranelle che servono a regolare la geometria della sospensione. Volendo potete usarli anche per regolare l’altezza da terra, ma è una cosa che non mi piace. Prestate attenzione e contatele bene mentre le mettete. Rispetto l’ultima X1 che ho montato oggi sul davanti c’è un piccolo rinforzo in carbonio da avvitare unendo i bracci e il pivot centrale di alluminio. Tutto questo serve ad irrigidire la struttura anteriore, variando non poco il comportamento della macchina in pista.

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Finalmente, per la sospensione centrale, ora posso apprezzare lo snodo in plastica con le asole per le viti di fissaggio, ma non è una novità.
Il castello motore e il pod hanno un sistema di regolazione dell’altezza posteriore che adoro, Prima di passare a questa parte e al differenziale ho da avvitare tutte le colonnine, i supporti carrozzeria, il supporto e ferma batteria, i link , il ponte per i tube link e le molle laterali… tutte cose che servono a completare la sospensione posteriore e il corpo centrale del modello.

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Interessante il fermo batterie regolabile per giocare con la distribuzione dei pesi. Due viti avvitate nel carbonio del ponte portamolle e una piastrina con varie forature. Semplice ed efficace.
È l’ora del Differenziale a sfere x-ray che non presenta sorprese durante il montaggio. Fate solo attenzione a come lavorate le ralle centrali per renderle opache (piane lo sono già) e usate i grassi giusti. Io consiglio sempre quello trasparente al silicone, il classico associated, con il quale mi trovo sempre bene. Altri apprezzano quello di serie hudy, l’importante è che usiate prodotti di qualità e adatti allo scopo. Per esempio, il grasso nero a bisolfuro di molibdeno non è indicato per le sfere del differenziale, mentre va benissimo in altre parti del modello.

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Per montare il differenziale sul telaio inserisco le 2 boccole eccentriche in alluminio che si fissano con due viti ciascuna ai banchi motore. La regolazione dell’altezza da terra avviene tramite l’uso di spessori calibrati tra l’eccentrico il banco motore. Semplice, sicuro e rigido.

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Finito il differenziale passo all’ammortizzatore centrale. Ho la possibilità di scegliere tra l’ammortizzatore corto o quello allungato con la prolunga per lo stelo. Scelgo di usare l’ammortizzatore lungo. Unacanna in alluminio anodizzata nero, una serie di pistoni a 3 o 4 fori di varie misure sono la base. La tenuta dell’olio è garantita da un o-ring sullo stelo e da una tettarella nella parte alta che serve anche per la compensazione del volume dello stelo.
Si monta facilmente, tutte le parti sono pulite e prive di bave di lavorazione.

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Finalmente arriva la parte più curiosa di questa macchina. Dallo scorso anno è arrivata la moda di usare l’alettone in posizione diversa rispetto a quanto visto negli ultimi anni. Il supporto alettone posteriore non carica più direttamente sul pod e sulle gomme, ma su una struttura complessa in carbonio e alluminio che scarica sul corpo centrale della macchina. Questo è un sistema che rivoluziona completamente i concetti aerodinamici e meccanici della categoria. La struttura è composta da 3 pezzi in carbonio e quattro in alluminio da avvitare la loro. Le parti in alluminio hanno le sedi per le viti oltra a un perno per ancorarli su tre punti al carbonio. Maggior rigidità e meno rischi di disassamenti. Personalmente vi consiglierei di usare tanto frena filetti sulle viti di questa parte perché le viti sono tante e l’idea che possono vantarsi qualche cosa mi si fissa nella testa con estrema facilità. Trattandosi di una parte che difficilmente andremo a smontare la cosa può essere da valutare. Seguite il vostro istinto ogni soluzione è buona.

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L’assemblaggio della macchina termina con il rinvio sterzo e i tiranti. Come già notato altre volte questa parte di lavoro io la svolgerei all’inizio del montaggio non alla fine. Seguendo passo passo le istruzioni ci troviamo a dover inserire il rinvio tra le sospensioni e i castelli anteriori facendo un po’ di fatica. Se l’avessimo montato all’inizio, prima di chiudere tutta la struttura anteriore, avrei fatto meno fatica, nulla di grave ma mi chiedo sempre il perché di questa scelta. Ora la macchina è veramente finita, non restano che le personalizzazioni di servo, ricevente, gomme, motore, ali e carrozzeria

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x1-2020 137 copiaBuon divertimento!

A cura di Andrea Brianza

 

 

 

 

RC in Piazza

a cura di: Andrea Brianza

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Ho iniziato a giocare con i modelli RC “giocattolo” in giardino sin da bambino, il passaggio ai modelli “proporzionali” è avvenuto dopo aver visto una gara di modellismo 1/8 pista in piazza mercato a Tradate. Era inizio 1985 e pochi mesi dopo, per il mio compleanno, arrivò un modello Tamiya. Poi iniziai a correre con le 1/8 alla “Modellistica del Carroccio” che organizzava sempre una decina di gare l’anno in giro per le sagre di paese e una sola sulla sua pista permanente nei boschi di Legnano.

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Una delle altre piste che ho frequentato era quella di Giorgio Bernascone a Limbiate. La pista sorgeva all’ingresso di un frequentatissimo parco giochi. C’era sempre tantissima gente appoggiata alle recinzioni, una semplice rete, a guardare, curiosare e chiedere.
Eravamo sempre tantissimi in questi due gruppi.
Forse è anche per questo che sono sempre stato promotore delle iniziative in piazza e il progetto ACI-Sport che mi era piaciuto, quando mi chiesero di entrare a farne parte, era proprio per questo. Voler tornare a fare promozione anche in questa direzione, come fatto al Giffoni Film Festival.

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Le gare mi sono sempre piaciute ma l’aspetto giocoso del nostro hobby ha la sua forte importanza, indipendentemente dal tipo di modello o categoria. Pista, off road, moto, scaler, monster… promuovere e condividere il nostro hobby è di vitale importanza.
Ricordiamoci che la maggior parte degli appassionati probabilmente non sa neppure che esistono delle cose chiamate gare, federazioni e regolamenti. Semplicemente giocano.

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Quante volte ci lamentiamo che in pista non si vedono facce nuove, non ci sono nuovi piloti che abbiano voglia di provare e che le piste non sono più un punto di ritrovo?
In oltre 30 anni ho visto sempre meno curiosi in pista e visto piste sempre più chiuse al pubblico, come se non si volesse far sapere che ci sono. Un po’ perché i negozi con vetrina fisica sono sempre meno, un po’ perché la società moderna offre molte più alternative di una volta, un po’ per svariati altri problemi (sicurezza e permessi) ma il risultato purtroppo è questo.

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Ieri, finalmente, in occasione di una fiera di paese un negoziante (Veromodellismo di Olgiate Comasco) ha provato ad essere in piazza con un banchetto, due piste prove e un modello a disposizione per le prove di curiosi e interessati.  Ovviamente i modellisti “folli” non sono mancati per questa occasione natalizia… peccato non aver visto gente con delle auto da pista o rally, ma solo SC, Scaler, Off Road e Monster Truck.

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Bambini, ragazzini, genitori, gente di ogni età, ha avuto un primo contatto con il radiocomando sotto la guida e i consigli di piloti con esperienza che hanno aiutato tutti.
Si sono divertiti, abbiamo visto qualche centinaio di persone che si sono fermate a guardare e chiedere nell’arco della giornata… tra questi ci saranno nuovi futuri piloti? Non lo possiamo sapere, ma quello che è certo è che l’interesse che i nostri modelli hanno suscitato oggi nel pubblico è uguale a quello che vedevo anni fa quando iniziai. Significa che forse dobbiamo soltanto ri-trovare il modo di renderci interessanti come alternativa a qualsiasi altro hobby più o meno moderno.

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La domanda da porsi non è perché la gente non si appassiona più al nostro mondo, ma è: “Cosa facciamo noi per rendere attrattivo il nostro mondo?”
Noi come RcDrive, gli amici di FPVcar e qualche amatore ci proviamo, facendo e creando appuntamenti, facendo provare i modelli, mettendo a disposizione il nostro tempo e passione come in queste righe e immagini…

qui un brevissimo video di un momento di domenica 15 dicembre link